venerdì 16 gennaio 2009

La IGP Decaux rifiuta la pubblicità atea sui suoi autobus


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"la IGP Decaux, ha deciso di non concedere lo spazio alla Uaar e allo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, annunciato nei giorni scorsi. Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni."

L'immagine non c'entra niente, ma la licenza era gratis su istockphoto...

edit: la concessionaria ha pubblicato le motivazioni, non accetta le pubblicità a in base al combinato disposto dell’articolo 10 e 46 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria“.

Art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona
La comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. Essa deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni.
Art. 46 – Appelli al pubblico
È soggetto alle norme del presente Codice qualunque messaggio volto a sensibilizzare il pubblico su temi di interesse sociale, anche specifici, o che sollecita, direttamente o indirettamente, il volontario apporto di contribuzioni di qualsiasi natura, finalizzate al raggiungimento di obiettivi di carattere sociale.
Tali messaggi devono riportare l’identità dell’autore e del beneficiario della richiesta, nonché l’obiettivo sociale che si intende raggiungere.
I promotori di detti messaggi possono esprimere liberamente le proprie opinioni sul tema trattato, ma deve risultare chiaramente che trattasi di opinioni dei medesimi promotori e non di fatti accertati.
Per contro i messaggi non devono:
sfruttare indebitamente la miseria umana nuocendo alla dignità della persona, né ricorrere a richiami scioccanti tali da ingenerare ingiustificatamente allarmismi, sentimenti di paura o di grave turbamento;
colpevolizzare o addossare responsabilità a coloro che non intendano aderire all’appello;
presentare in modo esagerato il grado o la natura del problema sociale per il quale l’appello viene rivolto;
sovrastimare lo specifico o potenziale valore del contributo all’iniziativa;
sollecitare i minori ad offerte di denaro.
Le presenti disposizioni si applicano anche alla comunicazione commerciale che contenga riferimenti a cause sociali.

5 commenti:

la Gamba di Cratete ha detto...

Ognuno ha diritto di spargere la pubblicità che preferisce, per carità, ma a me sembra un tipico episodio di paraculaggine all'italiana: i signori pubblicitari hanno fiutato il vento, tant'è che - se non erro - en passant hanno lasciato intendere che a convincerli del cambio di rotta sia stata anche la grande diffusione via internet della pre-view dei bus atei.
Vuoi vedere che è colpa nostra, adesso?

Francesco Contini ha detto...

mah, intanto essendo una concessionaria pubblica non può fare il cazzo che vuole. Secondopoi se i pubblicitari si attenessero alla lettera a quegli articoli, non ci sarebbe nessuna pubblicità in giro. Come al solito le regole servono da parafulmine . . . Vedremo, sarò idealista ma io a sta cosa ci tengo, ci ho anche messo 10 euri....

razionalismo ha detto...

alla fine della fiera si ottenuti questi risultati:
1) la concessionaria non ha visto il becco di un quattrino
2) la campagna, invece che starsene su 2 autobus, è entrata in tutte le case degli italiani
3) i permalosi cattolici esultano perché secondo loro hanno vinto una battaglia contro Satanasso

Quanto al terzo punto... in questo istante il mio misero blog sta subendo un'invasione di catto-sardi (quelli che usano parole al vetriolo contro i miscredenti)

Francesco Contini ha detto...

io non sono per la tesi "alla fine abbiamo vinto noi". Se la pubblicità non si fa, ancora una volta vincono loro, perché si ribadisce un principio di disequità troppo automatico..

razionalismo ha detto...

Lungi da me affermare una "vittoria" dell'UAAR, che per evidenti ragioni non c'è stata.
Chi ha perso è la Libertà d'Espressione, ma non mi pare una novità: io da sempre sostengo che non esiste nel continente europeo, non solo in Italia.

Se però l'intento dei catto-talebani era quello di evitare la diffusione dello slogan ateo, non ci sono riusciti, anzi.