giovedì 27 novembre 2008

il supposto massacro di delfini balena in Danimarca



Come sapranno ormai anche i sassi, sta circolando in queste settimane, anche grazie al blog di Beppe Grillo, un appello alla mobilitazione delle cosciènze civili contro il "massacro dei delfini balena" ad opera degli abitanti delle Isole Fær Øer. In tale mobilitazione si suggerisce a ciascuno di noi di inviare un appello alla regina di Danimarca affinché questo massacro abbia termine, e di firmare una petizione. La parolina magica, che in questo caso ha fatto scattare in me il dubbio è proprio "petizione". Come quelli che ti chiedono una firma "contro la droga". Cominciamo a fare alcune considerazioni su questa storia, alcune delle quali riprese dal famoso blog di Paolo Attivissimo. Nell'appello si afferma che la tradizione delle Isole Fær Øer voglia che i suoi abitanti, vestiti in abiti tradizionali, il giorno che i delfini balena si avvicinano alla costa, li massacrino per rendere onore agli antenati o qualcosa del genere. Si menzionano inoltre le atroci sofferenze poste in atto ai danni dei poveri cetacei, le acque rosso sangue, le urla "umane" degli animali. Si termina con l'incitamento al boicottaggio turistico e commerciale della Danimarca. A riguardo esiste anche un gruppo Facebook (e quando mai... ).

Cominciamo col dire che le Isole Fær Øer "sono un arcipelago che si trova nel nord dell'oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda.

Sono diventate una regione autonoma del Regno di Danimarca dal 1948 e, nel corso degli anni, hanno ottenuto il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna, tranne la difesa (con l'eccezione di una piccola forza di polizia e guardia costiera, non hanno una forza militare organizzata, che rimane responsabilità della Danimarca) e gli affari esteri" (Wikipedia IT).

Essendo la pesca un tipico affare interno, la regina di Danimarca, o il governo danese stesso, c'entrano ben poco. Certo potremmo anche mandare una petizione al papa o a Gesù Cristo in persona, per sensibilizzare, nessuno lo vieta.

Per seconda istanza, mi viene da pensare se per caso questo appello non faccia leva sul sensazionalismo delle immagini trascurando i fatti. Infatti la carne di balena è un alimento comune, non comunissimo, sulle tavole dei paesi scandinavi e limitrofi, ed inoltre il tipo di pesca praticato in questo caso è un tipo di pesca tra i più naturali e rispettosi dell'ambiente marino che esista, in quanto selettivo e non intensivo. E' molto più distruttivo, infatti, praticare la pesca con le cosiddette "spadare" o con gli strascichi sottocosta che distruggono la flora subacquea deteriorando irrimediabilmente l'ambiente marino. Eppure questi due ultimi tipi di pesca vengono, nonostante siano questi sì vietati dalle norme europee, normalmente praticati, come dimostrato da un recente reportage giornalistico di Report, su Rai Tre, il cui testo integrale è reperibile qui. Il tipo di pesca regolamentata qui, al contrario, è altamente rispettosa della fauna marina, in quanto seleziona soltanto esemplari adulti e impedisce uno sfruttamento intensivo della risorsa.

Che dire inoltre di chi si lamenta della maniera cruenta di uccisione. Bene che sia cruenta, più cruenta è, più rapida ed indolore è per l'animale. Altrimenti andiamo a lamentarci col leone che caccia la gazzella nella savana. Perché invece non lamentarsi delle torture vere e proprie che subiscono gli armenti degli allevamenti intensivi, costretti a vivere per tutta la vita in un metro quadro, ingozzati di impiastri e steroidi, e infine macellati, alla stessa maniera dei globicefali (delfini balena), che però il mare se lo sono goduto almeno per un pezzo della vita?

Se poi si vuole essere ambientalisti e preferire il vegetarianesimo, ovvero mangiare ciò che tipicamente il cibo mangia, liberi di farlo. Ma questo "ambientalismo new age" fatto di sensazione ed appelli scomposti nuoce alla vera causa ambientalista, il cui fine dovrebbe essere quello di proteggere il mondo in cui viviamo il più possibile, in maniera intelligente, e non semplicemente coprire di ipocrisia la nostra coscienza firmando petizioni, per evitare che dolga.

2 commenti:

KAMMO ha detto...

Bene che sia cruenta, più cruenta è, più rapida ed indolore è per l'animale.

Questa tua affermazione mi lascia molto perplesso. Infatti la mia opinione è che il dolore non sia inversamente proporzionale alla crudezza dell'uccisione, ma posso sbagliarmi...

Francesco Contini ha detto...

non è questione di opinioni. C'è un documento nel link che regolamenta il tipo di pesca praticato dagli abitanti delle far oer. In partucolare, recidere il midollo spinale alla radice provoca una morte istantanea, a differenza della pesca con spadara, nella quale tonni, delfini e pesci spada muoiono dopo ore di lenta agonia