lunedì 1 dicembre 2008

La Bibbia letta ad occhi aperti e cervello acceso. Genesi, cap 1°



Nel principio Iddio creò i cieli e la terra. 2E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.

Subito subito si comincia con qualcosa di strambo: lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. Dunque la terra non era proprio vuota, un po' d'acqua c'era, tanto per riempire l'abisso.

E Dio disse: 3"Sia la luce!" E la luce fu. 4E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre.

Ma come la luce? ma la luce non veniva dal sole, le stelle reazioni nucleari, non so. Nemmeno una lampadina nulla. Prima la luce poi si guarda. Vabbé. Sia la luce! Che non ci vedo e magari poi mi sbaglio a far l'omini.

5E Dio chiamò la luce "giorno", e le tenebre "notte".

Tante volte ci si sbagliasse, meno male c'è lui a far ordine. Precisino sto Dio. Ma non poteva chiamare la luce luce e le tenebre tenebre? vabé, bisognava empire i vocabolari.

Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno.

E meno male che ce l'hai comunicato, non s'era capito. Vai, avanti allora si vede che combini.

6Poi Dio disse: "Ci sia una distesa[1] tra le acque, che separi le acque dalle acque". 7E Dio fece la distesa e separò le acque ch'erano sotto la distesa, dalle acque ch'erano sopra la distesa. E così fu.

Ma l'acqua quindi c'era già? boh. Non mi pare l'abbia ancora creata, e già ci parte aleggiandoci sopra, che quindi ci ha pure le ali sto dio, o forse è come superman col mantello, ma allora ci mantelleggiava non aleggiava, quindi evidentemente no, ha le ali. In ogni modo la comincia a fare complicata.

8E Dio chiamò la distesa "cielo".

Ah, il cielo è la parte di sopra dell'acqua, ora è mooolto più chiaro sì sì.

Così fu sera, poi fu mattina: e fu il secondo giorno.

Aridanghete.

9Poi Dio disse: "Le acque che son sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo, e apparisca l'asciutto". E così fu. 10E Dio chiamò l'asciutto "terra", e chiamò la raccolta delle acque "mari".

Sì però con una certa celerità, ti sei sputtanato una giornata e mezza per fare tre cose in croce, cielo terra e acqua, e l'hai fatte pure male perché il mio libro di fisica me le racconta diverse.

E Dio vide che questo era buono.

A lui però gli garbano. Non disputiamo.

11Poi Dio disse: "Produca la terra della verdura, dell'erbe che faccian seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra". E così fu. 12E la terra produsse della verdura, dell'erbe che facevan seme secondo la loro specie, e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie.

Ora fa la verdura. Ma ti pare iniziare con la verdura? Inizia con la carne no? Ad ogni modo ci tiene già da ora a precisare "secondo la propria specie". Vedremo più innanzi che i miscugli di razze non gli garbano punto.

E Dio vide che questo era buono.

e pure questo gli garba. Ma ti pare stare a compiacersi ogni volta della minima cazzata? Vabé, è supremamente tutto, sarà supremamente narciso. D'altronde ci ha i superpoteri, chi gli può dire niente?

13Così fu sera, poi fu mattina: e fu il terzo giorno.

Ciò che colpisce di questa meravigliosa raccolta di libri è l'originalità e la fantasia dello scrittore.

14Poi Dio disse: "Sianvi de' luminari nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; e siano dei segni e per le stagioni e per i giorni e per gli anni; 15e servano da luminari nella distesa dei cieli per dar luce alla terra". E così fu. 16E Dio fece i due grandi luminari: il luminare maggiore, per presiedere al giorno, e il luminare minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. 17E Dio li mise nella distesa dei cieli per dar luce alla terra, 18per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre.

Cioè, nel senso. Ma tutto st'ambaradan per far luce sulla terra? ma non aveva di già fatto la luce? o forse la luce era una pila elettrica che si era portato dietro. E le stelle per icché, perché son belle? E risepara la luce dalle tenebre. Mi sa che la vecchiaia gli ha portato un po' di Alzheimer, visto che è la prima cosa che aveva fatto. Così però si sputtana un'altra mattinata.

E Dio vide che questo era buono.

E gli rigarba.

19Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quarto giorno.

Lo dicevo io che ti sputtanavi un'altra giornata.

20Poi Dio disse: "Producano le acque in abbondanza animali viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l'ampia distesa del cielo". 21E Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, i quali le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono. 22E Dio li benedisse, dicendo: "Crescete, moltiplicate, ed empite le acque dei mari, e moltiplichino gli uccelli sulla terra". 23Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quinto giorno.

oh, il quarto giorno si fatica sul serio. ma i fossili? non è chiaro, se crea tutti gli animali così come sono ora. Vabé, i fossili saranno in combutta con gli scienziati e Belzebù.

24Poi Dio disse: "Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici della terra, secondo la loro specie". E così fu. 25E Dio fece gli animali selvatici della terra, secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili della terra, secondo le loro specie. E Dio vide che questo era buono.

Questa è bella. Le piante di mucche ha fatto. Sai che bellezza, andare a vendemmiare le quaglie invece che l'uva? E pensate se a Newton gli fosse cascato in testa un orango invece che una mela, madonnina, saremmo ancora senza integrali e senza legge della gravitazione. In ogni caso, per vostra informazione, pure le piante di mucche gli garbano parecchio.

26Poi Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". 27E Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

A parte darsi del noi che mi pare faccia molto mago Otelma, la domanda è una soltanto: "dove cazzo sono le mie ali? e perché non posso aleggiare sulle acque pure io?" Se mi ti hai fatto a tua immagine e somiglianza, vuoi dire che é come il cinese che fa l'ipod uguale da fuori ma che non gli funziona niente? Ma vaff....

28E Dio li benedisse; e Dio disse loro: "Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra". 29E Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, ed ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. 30E ad ogni animale della terra e ad ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita[2], io do ogni erba verde per nutrimento". E così fu. 31E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno.

L'erba di Dio è molto molto buona, mi dice qua. Buono a sapersi per gli animali, che il loro unico scopo è essere cibo per l'uomo, ma, dal mio punto di vista, visto che tanto servono da cibo e basta, non me li poteva fare fermi e già cotti magari, senza che mi devo sbattere per andarmeli a pescare o a cacciare? Signor Dio, un po' di razionalità.

2 commenti:

Eone999 ha detto...

te sei davvero fuori...

la Gamba di Cratete ha detto...

Ahah, questa m'ha fatto ridere di gusto.
Ma ti invito a due ulteriori riflessioni (cui alludevo qui http://lagambadicratete.blogspot.com/2008/11/notizie-fresche-di-era-geologica.html):
1- perché al sesto giorno Dio "creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina" e poi, nel secondo capitolo, ricrea la donna con la storia della costola? Adamo era un D'Annunzio ante litteram?
2- in ebraico - così mi disse un eminente prof. della mia università - non esiste il plurale maiestatis: perciò, quando il nostro autore preferito dopo Federico Moccia scrive "facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza" in realtà usa un plurale puro e semplice, cioè - tadaaa - Dio aveva dei colleghi (spero un po' meno permalosi di lui): infatti il nome di Dio, in queste pagine, è Elohim (http://it.wikipedia.org/wiki/Elohim), che si traduce propriamente "dèì" (con tutti i problemi che ne conseguono).

Capito Benny16 e i suoi amici del muretto che segreti ci nascondono? Ma noi che ci siamo formati sul manuale delle Giovani Marmotte non gli crederemo, giammai!

(scusa se ti ho tediato e se ho offeso un monumento letterario della tua regione)