venerdì 17 settembre 2010

Sulle prescrizioni mediche obbligatorie

Se c'è una cosa che mi manda al manicomio è questa pretesa degli Stati di fare i papà alle persone. Non fare quello che poi ti fai male, mettiti la cinta che se sbatti colla macchina poi, mettiti il casco bla bla bla. Un aspetto particolare di questo fatto è la prescrizione medica obbligatoria. A che serve? A fare in modo che alcuni farmaci non possano essere presi senza controllo perché pericolosi per la salute:
I medicinali soggetti all'obbligo di prescrizione medica presentano queste caratteristiche:
a) possono presentare un pericolo, direttamente o indirettamente, anche in condizioni normali di utilizzazione, se sono usati senza controllo medico;
b) sono utilizzati spesso, e in larghissima misura, in modo non corretto e, di conseguenza, con rischio di un pericolo diretto o indiretto per la salute;
c) contengono sostanze o preparazioni di sostanze la cui attività o le cui reazioni avverse richiedono ulteriori indagini;
d) sono destinati a essere somministrati per via parenterale, fatte salve le eccezioni stabilite dal Ministro della Salute, su proposta o previa consultazione dell'AIFA
Addirittura è prevista la prescrizione medica obbligatoria non ripetibile per quei farmaci che, oltre alle caratteristiche sopra elencate
possono determinare, con l'uso continuato, stati tossici o possono comportare, comunque, rischi particolarmente elevati per la salute.
Ora, il compito di uno Stato liberale, il solo compito, è quello di garantire la libertà. Punto. Fornire le possibilità per accedere a un qualsiasi livello di istruzione, educare alla buona cittadinanza, proteggere i propri cittadini dalla violazione delle loro libertà. In questo caso, invece, lo Stato si intromette nei cazzi delle persone, dicendo loro che non possono fare una cosa perché altrimenti fanno dànno a loro stessi, senza che — tralasciando la questione dei farmaci antibiotici che possono essere un rischio per la salute di tutti, e per i quali è lecito prevedere delle limitazioni d'uso — ci sia una ragione di salute pubblica o di interesse pubblico nel farlo.

Ancora più odiose sono le prescrizioni mediche obbligatorie, dettate da una sorta di puritanesimo aggiuntivo, un moralismo piuttosto schifosetto, ad esempio nel caso della prescrizione obbligatoria per la pillola contraccettiva, la quale, tra l'altro, viene prescritta normalmente senza nessuna visita, in maniera automatica dal medico di base. Uno telefona, e il medico gli lascia la "ricetta" fuori dalla porta.

In genere, è così che funziona. Le prescrizioni mediche sono una prassi piuttosto fastidiosa e noiosa, che occupano la maggior parte del tempo dei medici di base, e che nulla hanno a che vedere con l'educazione alla salute del paziente, come è vero che una legge di tipo proibitivo non supplirà mai alla mancanza di cultura.

Il bel giorno che lo Stato smetterà di fare il papà dei suoi cittadini, sentendosi in diritto di impicciarsi del diritto delle persone a disporre del proprio corpo, sarà un giorno di quelli da sorridere al mondo.

4 commenti:

Areis ha detto...

non sono del tutto d'accordo.

oddio, lo sarei, se poi quello mi diventa paraplegico per l'icidente senza cinture si paghi di tasca sua le cure, o se il ganzo che sbatte senza casco si paghi il neurologo.

in italia non è così, come in moltissimi altri paesi, quindi limitare la possibilità di autodanneggiarsi significa ridurre le spese del contribuente per pagare le cure.... che sono gratuite anche per il fesso che fuma una vita e gli viene la BPCO se è fortunato ( e sono un fumatore).

vogliamo la libertà di farci male? ok, io sono primo, ma sono anche il primo a dire che poi le cure non le devono pagare gli altri.

Effe ha detto...

d'accordo, questa è l'unica obiezione intelligente che si può fare, però però: quante libertà paghiamo con le nostre tasse? la libertà di muoverci ad esempio, di viaggiare. La libertà di fare tante cose stupide, come guardare la tv. Credo che pagare per una libertà non sia affatto ignobile, in definitiva

Anonimo ha detto...

Dal momento che lo stato tutela il più debole - e per fortuna che lo fa! altrimenti vivremmo ancora di più in una giungla urbana basata non sul diritto, ma solo sulla legge del più forte o del più furbo - ti tutela anche dalla tua stupidità (non basta infatti dare solo accesso all'istruzione per avere eliminare la stupidità), e per farlo ti mette obblighi che servono proprio a questo. Diverso è quando dal tutelare l'uomo dalle sue fragilità, si passa a voler regolare la vita degli altri in base a una morale esterna.

Effe ha detto...

non posso essere d'accordo. Lo Stato deve fornire gli strumenti culturali, deve dare la possibilità a ciascuno di accedervi. Dopodiché deve lasciar libero ciascuno di rimanere nella propria stupidità e di converso esercitarla