giovedì 9 settembre 2010

Sui miracoli

Il Dio immaginato dalle grandi religioni monoteistiche soffre di una decisa contraddizione: l'idea è quella di un Dio trascendente, eppure è necessario che esso possegga un rapporto col mondo, perché abbia un qualche carattere di esistenza.

Il Cristianesimo, in particolare, si fonda essenzialmente sul miracolo, e dunque sui miracoli. Il Miracolo è il Dio in terra, la resurrezione, e per questo l'intervento divino nel mondo è l'essenza stessa dell'idea di Dio che la dottrina possiede. Dunque, qualunque cosa ne dicano i teorici dei cosiddetti magisteri non sovrapponibili, è compito della scienza occuparsi di questo Dio fenomeno alteratore delle leggi naturali, osservabile attraverso i miracoli. Lasciate che d'ora in poi mi riferisca, per comodità, alla religione cattolica romana blabla, che è preponderante in termini culturali alle nostre latilongitudini. Si potrebbero fare discorsi analoghi, o comunque poco dissimili, in riferimento ad altri culti e credenze, e magari prima o poi qualcosa scriverò.

Ordunque, sebbene un credente di quelli nostrani debba, per definizione, credere nel Vangelo e nei miracoli relativi, egli può dubitare di tutti quegli altri che non sono nel mentre stati dogmatizzati ex machina. In genere la Chiesa istituisce delle commissioni pseudoscientifiche che dovrebbero imparzialmente valutare la consistenza miracolosa di un certo evento, al fine di somministrare ai fedeli, dopo un lungo processo di indagine, una bella pastiglia di extrafede che coadiuvi la necessaria preesistente disposizione a.

È comunque assai difficile indagare sul paranormale religioso. Poiché infatti nel paranormale classico -- tavolini che ballano, rabdomanzia, oroscopi -- ci si possono aspettare delle leggi ordinate che governino i fenomeni, tali da renderli riproducibili e osservabili sperimentalmente, nel paranormale religioso la Divinità, burlona, agisce in maniera tale che l'osservatore, che si ponga con metodo razionale critico nell'osservazione del miracolo stesso, è per capriccio divino ingannato nella sua ricerca, perché ad esso si contesta mancanza di fede. Il miracolo religioso è dunque sfuggente, per definizione non indagabile, se lo si vuole considerare con gli occhi del credente.

Dal punto di vista scettico, è necessario invece adottare un approccio non discriminatorio, sia che si tratti di indagare le proprietà mediche del quarzo rosa, sia che si tratti di verificare un fenomeno miracoloso di origine divina. Dal 1858 ad oggi, ad esempio, sono stati migliaia i supposti casi di guarigione per opera della madonna di Lourdes -- il fatto che esistano numerose madonne tutte diverse a seconda del luogo di apparizione, e che si possa a loro rivolgersi come se esse fossero entità indipendenti e discordanti è un curioso effetto del politeismo che è la vera religione praticata dalla gran massa dei fedeli cattolici -- esaminati dalla Chiesa. 67 di questi eventi sono stati dichiarati miracolosi, in una progressione numerica inversamente proporzionale alla conoscenza acquisita con il tempo dalla scienza medica: 37 miracoli sono quelli dichiarati nei primi cinquanta anni dall'apparizione (1858 - 1908), mentre soltanto 5 quelli dichiarati negli ultimi 50 (1960-2010), il più recente dei quali è stato riconosciuto nel 2005 per un caso che però avvenne nel 1952. Lo stesso (curioso) fenomeno si ritrova in generale, anche per quanto riguarda l'aspetto della "potenza miracolosa": i miracoli biblici o comunque quelli avvenuti in epoche assai remote sono decisamente più spettacolari e "improbabili" di quelli che invece la divinità dispensa nelle epoche recenti. Questo speciale carattere degli eventi miracolosi, tra l'altro, produce una palese discriminazione nei confronti, ad esempio, degli amputati i quali non possono sperare nella divina ricrescita del proprio arto -- sebbene possano soltanto in questo confidare nei prodigi dell'ingegneria biomedica -- a differenza dei ciechi o dei malati di cancro che beneficiano di tanto in tanto dei favori della lunatica Madonna (di Lourdes). Per sovrappiù, una rassegna del 1989 elenca 3000 guarigioni spontanee che nulla hanno a che vedere con la religione, e la letteratura medica è piena di articoli che trattano di remissioni spontanee da malattie ritenute incurabili -- guarigioni cosiddette inspiegabili -- che se fossero avvenute nei pressi di un qualche santuario sarebbero senza dubbio state dichiarate miracolose.

Quello che però rimane da chiarire è quanto sopravviverebbe della religione cattolica se, per ipotesi remota, con il progredire della scienza e della conoscenza della natura, gli eventi miracolosi cessassero del tutto. Sarebbe sufficiente un Dio completamente trascendente? Un Dio i quali miracoli sono consegnati alla storia, e che smetta di operare eventi miracolosi? Si dovrebbe dunque credere in un Dio che ha paura di essere smascherato? Perché invece Egli non opera un miracolo incontrovertibile e da tutti osservabile, che so, ad esempio una mucca sospesa a 3 metri da terra in mezzo a Times Square?

La scienza ha il dovere di occuparsi dei fenomeni naturali, e dunque i miracoli e per conseguenza Dio stesso, cadono nel suo campo d'indagine. Questa faccenda spaventa molto quei credenti che però rifiutano di buttare a mare il sapere scientifico in favore della Verità Rivelata. Essi sono anche coloro che ritengono di non aver bisogno dei miracoli per credere, e che di solito non credono ai miracoli non necessari. Essi addirittura sperano che i miracoli cessino del tutto, cosicché la scienza, la ragione, non abbia più la necessità e la possibilità di occuparsi di Dio. Quello che non capisco è perché dunque credere ai miracoli del Vangelo, che sono sicuramente più improbabili e generalmente peggio testimoniati, e dunque richiedono davvero uno sforzo di irrazionalità assai consistente.

16 commenti:

McG ha detto...

Magistrale.

Skeptic ha detto...

Anche se non commento molto ti leggo sempre. Questa volta non potevo non farti i complimenti. Trovo questo articolo eccellente.

Michele

Effe ha detto...

non ne ho soldi da prestarvi

Artemisio ha detto...

Credi davvero che i progressi scientifici possano arginare la popolarità della religione cattolica? No, che magari mi impegno di più nello studio.

Sono convinto che, anche di fronte ad un'evidente causale scientifica, il buon credente (che non smetterà di esserlo in presenza di un numero esiguo di miracoli) saprà appellarsi alla bontà di dio anche in quel caso: Egli avrà difatti operato per mano del chirurgo incarnandosi nel bisturi o dell'idraulico facendosi chiave inglese. Sarà così, sempre.

Effe ha detto...

ma sì, ma prima o poi tutto questo finirà, e saremo una civiltà, e mangeremo con le posate e tutto il resto.

E tu, è il 10 settembre, regolati

Giovanni Liconti ha detto...
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Effe ha detto...

sbagliatissimo, perché Dio si è rivelato per misericordia verso gli uomini, e non per manifestare la sua esistenza

Uno che guarda il mondo dalla prospettiva di un Dio ha qualche serio problema di gestione dell'ego.

Il Cristianesimo, in particolare, si fonda essenzialmente sul miracolo (è una cretinata..

hai presente la messa? la transustanziazione, quelle robe lì? l'incarnazione, la resurrezione...

.. apodittiche apodittiche blabla ..

che cazzo sono i magisteri non sovrapponibili?

la beata ignoranza

.. duri di comprendonio che commentano robe che nemmeno capiscono bla bla

artemisio ha detto...

Non capisco se il tuo intento sia minare le fondamenta del pensiero di Contini o rivelare la tua difficoltà cognitiva.

Giovanni Liconti ha detto...
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artemisio ha detto...

Fammi capire, se un gruppo di persone più o meno numerose afferma una qualsivoglia proposizione A, per quanto assurda essa sia, devo prenderla per buona e poter al limite solo dire che io non vi credo a quella cosa ma non che sia fedifraga o immaginaria e confutarne la veridicità?

Sto astraendo il concetto dal suo contenuto, prendendone la forma e rendendola il più generica possibile.

Insomma, al di là delle competenze, credo proprio il tuo ragionamento difetti nella sua struttura logica.

Thomas Morton ha detto...

daje, su

magisteri non sovrapponibili

artemisio ha detto...

Fammi capire, se un gruppo di persone più o meno numerose afferma una qualsivoglia proposizione A, per quanto assurda essa sia, devo prenderla per buona e poter al limite solo dire che io non vi credo a quella cosa ma non che sia fedifraga o immaginaria e confutarne la veridicità?

Sto astraendo il concetto dal suo contenuto, prendendone la forma e rendendola il più generica possibile.

Insomma, al di là delle competenze, credo proprio il tuo ragionamento difetti nella sua struttura logica.

artemisio ha detto...

Ah, bastava così poco, Thom?

Giovanni Liconti ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giovanni Liconti ha detto...
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Dr. Giuliano Parpaglioni ha detto...

ma non potendolo provare

Ma se io dico che nel mio giardino c'è un drago invisibile che solo io posso vedere (cit.) devo essere rispettato perché tu non puoi provare il contrario? O sono io che devo dimostrare che questo drago c'è?