giovedì 7 maggio 2009

Paradossalmente...

Come sappiamo, il cav. Silvio Berlusconi è nel bel mezzo di una crisi familiare, condita in salsa politica, con contorno di religiosità. Passando ad assaporare il contorno, mi è venuta in mente una curiosità. Sappiamo che il quotidiano dei vescovi si è espresso con veemenza sulla vicenda, criticando duramente il presidente. Eppure se egli divorziasse, la congregazione per la dottrina della fede ci fa sapere che rientrerebbe a pieno titolo in possesso del diritto di gustare la carne del redento.

"Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio e perciò non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione"

Il rinato cattolico non dovrebbe dunque più fermare la mano del vescovo nell'atto di porgergli la comunione.

Ringraziando l'anonimo ne l'Oracolo di Wikipedia in italiano, per il suggerimento, e RobertoReggi per la risposta.

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1 commento:

Matteo ha detto...

Il fatto è che già era in possesso delle prerogative per accedere all'eucarestia: dopo il primo divorzio ottenne una dispensa vescovile che gli ha permesso di prendere la comunione dalle mani del papa