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martedì 14 luglio 2015

La scienza del Culto del Cargo: l'austerity in Grecia ha fallito?


Uno degli ineludibili riferimenti culturali che mi appartengono, e ai quali faccio spesso riferimento, è il "commencement address", ovvero il discorso di congratulazione ai neolaureati della Caltech, tenuto da Richard Feynman nel 1974.

Feynman, parlando del metodo scientifico, racconta velocemente il curioso fenomeno dei Culti Cargo:
In the South Seas there is a cargo cult of people. During the war they saw airplanes with lots of good materials, and they want the same thing to happen now. So they've arranged to make things like runways, to put fires along the sides of the runways, to make a wooden hut for a man to sit in, with two wooden pieces on his head to headphones and bars of bamboo sticking out like antennas--he's the controller--and they wait for the airplanes to land. They're doing everything right. The form is perfect. It looks exactly the way it looked before. But it doesn't work. No airplanes land. 
Nei Mari del Sud le popolazioni praticano un culto del cargo. Durante la guerra videro degli aeroplani scaricare ogni ben di Dio, e vorrebbero che la stessa cosa accadesse ora. Così hanno costruito cose come piste di atterraggio, fuochi di segnalazione lungo le piste, una capanna nella quale si siede un uomo, con due pezzi di legno a mo' di cuffie e due pezzi di bamboo che sporgono come antenne - sarebbe il controllore di volo - e aspettano che gli aerei atterrino. Fanno tutto nella maniera corretta. La forma è perfetta. Somiglia in tutto e per tutto a prima. Ma non funziona. Nessun aereo atterra.
 La fallacia dell'esperimento degli indigeni è riconducibile, in maniera sostanziale, alla fallacia logica del "post hoc ergo propter hoc" - dopo di questo, quindi a causa di questo. Poiché a seguito della costruzione delle infrastrutture arrivano gli aerei, e gli aerei portano ricchezza, basta riprodurre le piste per ottenere ricchezza.

Si individua una correlazione temporale fra due fatti, ad esempio la presunta austerity imposta alla Grecia dal 2009 in avanti, e la successiva mancata crescita economica greca, e si conclude che la rovina della Grecia è stata l'austerity.

venerdì 10 aprile 2009

Terremoti umani

immagine protetta da copyright
Si può chiacchierare quanto si vuole sulla previsione dei terremoti, quello che per ora sappiamo è che la terra trema, rilascia energia, ogni tanto, di più in alcune zone, di meno in altre. Lo sanno tutti. Dopodiché la scimmia sull'albero se ne preoccupa poco, noi che ci siamo costruiti dei gusci di cemento dove vivere ce ne preoccupiamo un po' di più. C'è che si interroga sulla natura divina delle disgrazie umane, chi ringrazia l'Altissimo perché la madonnina di Onna è rimasta in piedi, chi si ritiene miracolato di essere ancora vivo, come se fosse più meritevole degli altri che sono morti, chi si appella alla settimana santa e alla passione di Cristo.

La questione è una: il terremoto è un fatto naturale; leopardianamente, alla natura non frega un cazzo se noi vogliamo abitare in case di cemento piuttosto che sotto una capanna di paglia. La terra trema perché la crosta si muove, genera tensioni che prima o poi rilascia, che a noi piaccia o no. Funziona così. Nessun mistero della fede.

Detto questo, sarebbe ora che la smettessimo di vivere come il cavernicolo che guarda al fulmine e s'interroga sul divino, e piange gli dei perché la siccità gli rovina il raccolto. La natura se ne frega. Ebbene perché si può, bisogna vivere controllando la natura nelle sue manifestazioni controllabili - c'è la siccità, faccio l'irrigazione naturale; mi infestano dei batteri cattivi, li ammazzo con la penicillina - ed assecondarla nelle sue manifestazioni incontrollabili .Inondazioni? purché io non mi ci trovi nel mezzo. Terremoti? facciamo ballare la casa insieme alla terra, senza che debba per forza cascarci in testa.

Le chiacchiere lasciamole ai creduloni, che rimarranno ogni volta a bocca aperta di fronte ad ogni fenomeno naturale un pochino più raro del quotidiano. La terra trema, si sa. Che si debba ancora morire per questo è una roba da lasciarsi alle spalle.

giovedì 26 marzo 2009

Cecità civile


La legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento va avanti. Approvata al senato, la legge peggiora anche su quelle pochissime e quasi insignificanti conquiste che si erano ottenute. La legge, come ricordò Rodotà, è una legge truffa. Prima di questa legge il testamento biologico aveva un valore legale, ora non lo ha più. Dunque non lo si regolamenta, lo si vieta de facto. Qualunque siano le vostre volontà sulla vostra propria vita, esse non sono vincolanti. Potranno essere disattese. Quando la cecità civile colpisce su questioni così gravi, non si può restare in silenzio. L'impianto terrificante della legge Calabrò ha un che di spaventevole sin dalle prime parole. Si definisce la vita indisponibile. Il cittadino non può disporre più della propria vita come meglio crede. Chi altri può? In questo caso lo Stato, che si fa totalitario alla faccia della cultura "liberale", che abdica ad una cieca propaganda pseudo-cattolica additando gli avversari come "partito della morte". Il nostro paese sta sprofondando sempre più a fondo, la nostra classe politica si boria del suo operato, celebra con gaudio la morte della civiltà laica e liberale. Il referendum non lascia molte speranze, rimasto strumento di nicchia, quasi esercizio di snobismo. Auguri, serva Italia, ostello di vari dolori, primo dei quali l'inciviltà.

mercoledì 18 marzo 2009

Sano post ateo: i froci

dedicato a papa Ratzinger, con tanti auguri
Nell'immagine Vespa in una riuscita imitazione: notate i nei blu.

Stasera a Porta a Porta si è tenuto un convegno di livello sull'argomento "Povia e i froci". Tra gli ospiti Buttiglione, noto per la sua cultura progressista, un tipo che curava gli omosessuali e si definiva psicoterapeuta, un tale della Lega che a guardarlo avresti detto rappresentava l'arci gay, ma a sentirlo avresti detto rappresentava le idee civili del circolo bocciofila di Bergamo nord, e Povia, il cantante impegnato, dalla parte dei buoni. Dalla parte dei cattivi c'erano Grillini, la Pollastrini (e qui finiscono le imitazioni di animali), la Gerini (gran donna), un maschio che mi è sfuggito perché guardavo la Gerini (e non ha spiccicato parola, o forse sono io a non averlo sentito, sempre per la Gerini), e un altro tipo sessuologo che ho rimosso perché per me la parola sessuologo non si declina al maschile, e credo la Crusca sarà d'accordo. Insomma si parlava di froci e se sono malati, e se possono guarire, e come. Un po' come parlare di fusione nucleare a "l'albero azzurro", con Dodò nella parte di Vespa. Una volta stabilito che i froci sono deviati e si possono curare, con parere definitivo di Povia nella parte del genetista e Buttiglione rubicondo, che sorrideva forse dopo qualche grappa di troppo, a dire che alla fine sì, la scienza, ma è relativa perché degli scienziati non è che ci si può fidare se dicono delle cose assurde tipo che i froci non sono malati, si è passati a parlare di diritti civili e coppie di fatto. Vespa legge qualche notizia scandalosa tipo due maschi froci che hanno fatto un bambino negli Stati Uniti affittando un utero, poveracci quei bambini si sente in dovere di aggiungere; Grillini avrebbe dovuto vestirsi da Mohicano e rinchiudersi in una riserva, ma insiste nel rendersi antipatico al volgo plaudente e gaudente. Menzione d'onore per la Gerini, l'unica con un po' di senso della realtà. Finisco mentre Marzullo in tivù mi augura un buon nuovo giorno, il che vuol dire che sarà un giorno di merda.

lunedì 23 febbraio 2009

I Verdi Toscana e le Scie chimiche

E' proprio vero che non si finisce mai di sprofondare. Nell'abisso della disperazione nel quale sono caduti i partiti di sinistra italiani guadagnano rispetto il precipitare del PD che sostituisce Ignazio Marino con Dorina Bianchi proprio nel momento di massimo dibattito sul testamento biologico, il precipitare di rifondazione comunista, che si divide in un infinito processo di mitosi, ma la menzione d'onore ed il premio della critica va ai Verdi. Gli intelligentoni dei Verdi toscani hanno avuto la bella pensata, per sostenere la causa ambientalista, di dare credito alla teoria delle famigerate scie chimiche, con un articoletto degno del miglior Marcianò. Speriamo che si ravvedano in tempo, io da parte mia, da buon membro del NWO (New World Order), riconoscimento del quale vado fiero, ho scritto la seguente cortese missiva:

Vi scrivo in relazione alla pubblicazione dell'articolo di Maria Heibel "Scie chimiche; sai cosa sono?" che incredulamente mi trovo a leggere sul vostro sito, in cui si riportano pedissequamente e direi anche testardamente i principali punti sostenuti di cosiddetti "sciachimisti", punti che sono stati, checché ne dica il sig. Mauro Romanelli vostro portavoce, ampiamente, sistematicamente e scientificamente smontati quando non ridicolizzati. Mi scuserete se lo chiamo signore, ma così è d'uso chiamare i laureati all'estero, e credo che sia comunque un buon uso. A riprova di quanto vi dico vi segnalo il dossier preparato dal comitato CICAP rintracciabile all'indirizzo web http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273642 , nonché, per una veloce lettura, le FAQs ( http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273641 ) relative anche ai punti presentati, oltre che ad altre ridicole assurdità

Questo lo faccio perché sono sobbalzato sulla sedia nel trovare quell'articolo sul vostro sito, situazione che suggerirebbe sebbene non un endorsement, purtuttavia un'apertura di credito verso queste strampalate teorie complottiste. Questo danneggia fortemente la causa ecologista e verde che mi onoro di sostenere, portando allo stesso piano lotte ragionevoli e nobili come l'implementazione e lo sviluppo di energie alternative, la riduzione delle emissioni dei combustibili fossili e via dicendo, a queste teorie cospirazioniste quasi settarie, ed in questa maniera screditando irrimediabilmente presso le menti ragionevoli e non la stessa causa verde. Spero che abbiate la pazienza di informarvi tramite i link forniti dell'assurdità delle teorie di questi signori, ed in aggiunta ed a discredito dei dati che loro forniscono, assolutamente inaffidabili e da prendere con le pinze, vi segnalo una delle ultime truffe di uno dei principali esponenti, se non il più importante, del movimento sciachimista, tale antonio marcianò. I dettagli della truffa si trovano qui: http://attivissimo.blogspot.com/2008/11/scie-chimiche-ricercatore-pubblica-una.html , e qui il seguito http://attivissimo.blogspot.com/2008/11/scie-chimiche-nuovo-video-nuovo-falso.html . Qui: http://www.tankerenemy.com/2008/12/range-finder-come-si-sono-svolti-i.html trovate la replica delirante del signore, che accusa di tutto un enorme complotto dei servizi segreti, al soldo dei quali sarebbero il giornalista Attivissimo, ed altri "esponenti" nel Nuovo Ordine Mondiale.

Quello che è vero è che esiste un gruppo di persone che con dedizione si occupano di smontare queste strampalate teorie. A volte sono esasperate dal continuo rispuntare della teoria sciachimista in ogni dove, nonostante ogni volta venga puntualmente sbufalata, e da questo derivano attacchi più o meno violenti a chi dà credito a queste persone. La mia pazienza ancora regge, perché non sono solito occuparmi dei deliri dei complottisti, fino a che non ne ravviso il potenziale danneggiamento di qualcosa di importante, come in questo caso.

Vi saluto con fiducia nella vostra intelligenza

lunedì 16 febbraio 2009

Disegno di legge Calabrò: Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.

Riporto il disegno di legge Calabrò così come è allo stato attuale, all'interno del quale scrivo alcune considerazioni assai importanti, in corsivo e rosso nel testo:

Art. 1

(TUTELA DELLA VITA E DELLA SALUTE)

1.La Repubblica tutela la vita umana fino alla morte, accertata ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578

2.La Repubblica, in attuazione degli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione, tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce la dignità della persona umana riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina.

3.La Repubblica riconosce come prioritaria rispetto all'interesse della società e della scienza la salvaguardia della persona umana.

4. La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile ed indisponibile (Attenzione! qui si definisce la vita indisponibile sulla base della sua inviolabilità. Questo significa privare della vera proprietà della propria vita ciascuno di noi. Il concetto di inviolabilità riguarda il diritto di ciascuno a non vedere la propria vita violata, ma a questo si aggiunge il concetto di indisponibilità, che priva ciascuno della possibilità di disporre, appunto, della propria vita!), garantito anche nella fase terminale dell'esistenza e nell’ipotesi in cui il titolare non sia più in grado di intendere e di volere.

5.La Repubblica, nel riconoscere la tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, garantisce la partecipazione del paziente all'identificazione delle cure mediche più appropriate, riconoscendo come prioritaria l'alleanza terapeutica tra il medico e il paziente (vedremo cosa significa questa "alleanza" nel seguito della legge), che acquista peculiare valore proprio nella fase di fine vita.

Art. 2

(DIVIETO DI EUTANASIA E DI SUICIDIO ASSISTITO)

1.Ogni forma di eutanasia, anche attraverso condotte omissive, e ogni forma di assistenza o di aiuto al suicidio sono vietate ai sensi degli articoli 575, 579, 580 del codice penale.

2. L'attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente.

Art. 3

(DIVIETO DI ACCANIMENTO TERAPEUTICO)

1.Soprattutto in condizioni di morte prevista come imminente, il medico deve astenersi da trattamenti sanitari straordinari, non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche del paziente o agli obiettivi di cura e/o di sostegno vitale del medesimo.

2.Il divieto di accanimento terapeutico non può legittimare attività che direttamente o indirettamente, per loro natura o nelle intenzioni di chi li richiede o li pone in essere, configurino pratiche di carattere eutanasico o di abbandono terapeutico.

Art. 4

(CONSENSO INFORMATO)

1.Salvo i casi previsti dalla legge, ogni trattamento sanitario (attenzione alla dicitura "trattamento sanitario", poiché in seguito da esso verranno escluse le pratiche di nutrizione ed idratazione artificiale, escludendo il paziente dalla possibilità di rifiutarle, anche se capace di intendere e volere) è attivato previo consenso esplicito ed attuale del paziente prestato in modo libero e consapevole.

2.L'espressione del consenso è preceduta da accurate informazioni rese in maniera completa e comprensibile circa diagnosi, prognosi, scopo e natura del trattamento sanitario proposto, benefici e rischi prospettabili, eventuali effetti collaterali, nonchè circa le possibili alternative e le conseguenze del rifiuto del trattamento.

3. L'alleanza terapeutica così costituitasi all'interno della relazione medico paziente è rappresentata da un documento di consenso, firmato dal paziente, che diventa parte integrante della cartella clinica (qui si definisce la precedente "alleanza terapeutica").
4.E' fatto salvo il diritto del soggetto interessato che presti o non presti il consenso al trattamento sanitario, di rifiutare in tutto o in parte le informazioni che gli competono. Il rifiuto può intervenire in qualunque momento e deve essere adeguatamente documentato.

5.Il consenso al trattamento sanitario può essere sempre revocato, anche parzialmente.

6.In caso di interdizione ai sensi dell’articolo 414 del codice civile, il consenso è prestato dal tutore che appone la firma in calce al documento. In caso di inabilitazione, ai sensi dell’art.415 del codice civile, si applicano le disposizioni di cui all’art.349, comma 3 del codice civile relative agli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione. Qualora vi sia un amministratore di sostegno ai sensi dell'articolo 404 del codice civile e il decreto di nomina preveda l'assistenza in ordine alle situazioni di carattere sanitario, il consenso è prestato dall'amministratore di sostegno. La decisione di tali soggetti è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute dell’incapace e non può pertanto riguardare trattamenti sanitari in pregiudizio della vita dell’incapace stesso (in questo caso si impedisce al tutore di attuare le volontà presunte del paziente, se esse contrastano con la conservazione in vita del paziente stesso).

7.Il consenso al trattamento medico del minore è accordato o rifiutato dagli esercenti la potestà parentale o la tutela; la decisione di tali soggetti è adottata avendo come scopo esclusivo la salvaguardia della salute psico-fisica del minore e non può pertanto riguardare trattamenti sanitari in pregiudizio della vita del minore (alla stessa maniera sui minori, giudicati incapaci in ogni caso di intendere e volere, o comunque assimilati).

8.Qualora il soggetto sia minore o incapace di intendere e di volere e l’urgenza della situazione non consenta di acquisire il consenso così come indicato nei commi precedenti, il medico agisce in scienza e coscienza, conformemente ai principi dell’etica e della deontologia medica.

Art. 5
(CONTENUTI E LIMITI DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO)

1.Nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento il dichiarante esprime il proprio orientamento in merito ai trattamenti sanitari e di fine vita in previsione di una eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere

2.Nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento il soggetto dichiara il proprio orientamento circa l'attivazione e non attivazione di specifici trattamenti sanitari, che egli, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, è legittimato dalla legge e dal codice di deontologia medica a sottoporre al proprio medico curante.

3.Il soggetto può, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, dichiarare di accettare o meno di essere sottoposto a trattamenti sanitari sperimentali, invasivi o ad alta rischiosità, che il medico ritenga possano essergli di giovamento, può altresì dichiarare di accettare o meno trattamenti sanitari che, anche a giudizio del medico avessero potenziale, ma non sicuro carattere di accanimento terapeutico (non si prevede, anche in caso di capacità di intendere e volere, la possibilità di rifiutare quei trattamenti medici che non abbiano il carattere di alta rischiosità, che non siano "sperimentali o invasivi", o che non siano di possibile accanimento terapeutico).

4.Nella DAT può essere esplicitata la rinuncia da parte del soggetto ad ogni o ad alcune forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, futili, sperimentali, altamente invasive e invalidanti. Possono essere altresì inserite indicazioni da parte del redattore favorevoli o contrarie all'assistenza religiosa e alla donazione post mortem di tutti o di alcuni suoi organi.

5.Nella DAT il soggetto non può inserire indicazioni finalizzate all'eutanasia attiva o omissiva (purtroppo su questo non vi erano dubbi, sebbene ci sia il diritto al suicidio. Questo configura ancora una volta una disparità fortemente lesiva dei diritti delle persone in stato di handicap fisico. Questo perché esse non possono fisicamente porre fine alla propria vita, sebbene possano deciderlo).

6.Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento (attenzione! in questo articolo si esclude la possibilità non solo per chi è incapace di intendere e volere, ma anche per chi lo è, di rifiutare alimentazione e idratazione. Esse sono infatti escluse dalla categoria di trattamenti sanitari, e dunque secondo l'art. 4 comma 1 e art.5 comma 3 non rientrano nei trattamenti rifiutabili dal paziente).

7.La DAT assume rilievo nel momento in cui è accertato che il soggetto in stato vegetativo non è più in grado di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze e per questo motivo non può assumere decisioni che lo riguardano. La valutazione dello stato clinico va formulata da un collegio medico formato da cinque medici (neurologo, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia) designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero.

Art. 6

(FORMA E DURATA DELLA DICHIARAZIONE ANTICIPATA DI TRATTAMENTO)

1 .Le Dichiarazioni Anticipate di trattamento (DAT) non sono obbligatorie né vincolanti (dunque sono abbastanza inutili: se si capita in cura da un medico che è anche un fanatico religioso, volete che questi non sfrutti il suo diritto di non rispettarle? qui si sancisce un discrimine forte ancora una volta fra forti e deboli, discrimine che assegna soltanto a chi è capace di intendere e volere il diritto di disporre del proprio corpo), sono redatte in forma scritta con atto avente data certa e firma del soggetto interessato maggiorenne, in piena capacità di intendere e di volere dopo una compiuta e puntuale informazione medico clinica, e sono raccolte esclusivamente da un notaio a titolo gratuito. Alla redazione della dichiarazione interviene un medico abilitato all'esercizio della professione che sottoscrive la Dichiarazione Anticipata di Trattamento.

2. Il notaio ne certifica l’autenticità ed attesta che il medico abbia informato con chiarezza il paziente delle possibili situazioni cliniche e dei possibili trattamenti di fine vita, al fine di rendere pienamente consapevole la dichiarazione di questi.

3. Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento devono essere formulate in modo chiaro, libero e consapevole, manoscritte o dattiloscritte, nonché sottoscritte con firma autografa.

4. Salvo che il soggetto sia divenuto incapace, la Dichiarazione ha validità di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia. La DAT può essere indefinitivamente rinnovata, con la forma prescritta nei commi precedenti. (ancora un altro limite assurdo, poiché bisogna confermare di essere rimasti della stessa opinione, quando sarebbe più logico dover comunicare di aver cambiato opinione)

5. La DAT può essere revocata o modificata in ogni momento dal soggetto interessato. La revoca, anche parziale, della dichiarazione deve essere sottoscritta dal soggetto interessato

6. La DAT deve essere inserita nella cartella clinica dal momento in cui assume rilievo dal punto di vista clinico

7. In condizioni di urgenza, la DAT non si applica ove non ne sia possibile una immediata acquisizione.

Art. 7

(FIDUCIARIO)

1.Nella DAT è possibile la nomina di un fiduciario, maggiorenne, capace di intendere e di volere, che opera sempre e solo secondo le intenzioni legittimamente esplicitate dal soggetto nelle dichiarazioni anticipate, per farle conoscere e contribuire a realizzarne le volontà.

2.Il fiduciario appone la propria firma autografa al testo contenente le dichiarazioni anticipate.

3.Il fiduciario si impegna ad agire nell'esclusivo e migliore interesse del paziente.

4.Il fiduciario, in stretta collaborazione con il medico curante con il quale realizza l'alleanza terapeutica, si impegna a garantire che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dalla persona nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento (che si "tenga conto", non che vengano rispettate, così come d'altronde espresso nel comma 1 dell'art. 6).

5.Il fiduciario si impegna a vigilare perché al paziente vengano somministrate le migliori terapie palliative disponibili, evitando che si creino situazioni sia di accanimento terapeutico, sia di abbandono terapeutico.

6.Il fiduciario si impegna a verificare attentamente che il paziente non sia sottoposto a nessuna forma di eutanasia esplicita o surrettizia (si rende responsabile penalmente il fiduciario nel caso di morte provocata del paziente).

7.Il fiduciario può rinunciare per iscritto all'incarico, comunicandolo direttamente al dichiarante o, ove quest'ultimo fosse incapace di intendere e di volere, al medico responsabile del trattamento sanitario.

Art. 8

(RUOLO DEL MEDICO)

1. La volontà espressa dal soggetto nella sua Dichiarazione Anticipata di Trattamento è attentamente presa in considerazione dal medico curante che, sentito il fiduciario, annoterà nella cartella clinica le motivazioni per le quali ritiene di seguirle (ancora una volta, deve annotare le motivazioni soltanto nel caso decida di rispettare la DAT, eppure nel comma 4 successivo si dice che in caso di sviluppi tecnici-terapeutici il medico deve motivare il proprio disattendimento della DAT, a dimostrare come sia una legge scritta con i piedi).

2. Il medico non può prendere in considerazione indicazioni orientate a cagionare la morte del paziente o comunque in contrasto con le norme giuridiche o la deontologia medica. Le indicazioni sono valutate dal medico, sentito il fiduciario, in scienza e coscienza, in applicazione del principio dell'inviolabilità della vita umana e della tutela della salute, secondo i principi di precauzione, proporzionalità e prudenza (si assegna al medico curante ampia possibilità di rifiuto delle disposizioni del paziente).

3. Il medico, nel caso di situazioni d'urgenza, sentito ove possibile il fiduciario, assume le decisioni di carattere terapeutico, in scienza e coscienza, secondo la propria competenza scientifico-professionale

4. Nel caso in cui le DAT non siano più corrispondenti agli sviluppi delle conoscenze tecnico-scientifiche e terapeutiche, il medico, sentito il fiduciario, può disattenderle, motivando la decisone nella cartella clinica (vedi commento al comma 1).

5. Nel caso di controversia tra fiduciario ed il medico curante, la questione è sottoposta alla
valutazione di un collegio di medici: medico legale, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia, designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero. Tale parere non è vincolante per il medico curante (dunque in ogni caso è il medico curante ad avere l'ultima parola), il quale non sarà tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico (ancora una volta si ribadisce il diritto del medico curante a rispettare le sue convinzioni, non quelle del paziente o addirittura di un alternativo collegio di medici).

Art . 9

(AUTORIZZAZIONE GIUDIZIARIA)

1. In caso di contrasto tra soggetti parimenti legittimati ad esprimere il consenso al trattamento sanitario, la decisione è assunta, su istanza del pubblico ministero o da chiunque vi abbia interesse, dal giudice tutelare o, in caso di urgenza, da quest’ultimo sentito il medico curante.

2. L’autorizzazione giudiziaria è necessaria anche in caso di inadempimento o di rifiuto ingiustificato di prestazione del consenso o del dissenso ad un trattamento sanitario da parte di soggetti legittimati ad esprimerlo nei confronti di incapaci.

3. Nei casi di cui ai comma precedenti, il medico è tenuto a darne immediata segnalazione al pubblico ministero.

Art. 10

(DISPOSIZIONI FINALI)

1. Il contenuto della Dichiarazione Anticipata di Trattamento non configura, ai fini della presente legge, dato sensibile ai sensi del codice in materia di protezione dei dati personali di
cui al decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196.

2. E` istituito il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico presso il Consiglio nazionale del notariato.

3. L’archivio unico nazionale informatico e` consultabile, in via telematica, unicamente dai notai, dall’autorità giudiziaria, dai dirigenti sanitari e dai medici responsabili del trattamento sanitario di soggetti in caso di incapacità.

4. Con decreto del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e d’intesa con il presidente del consiglio del notariato, (da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge) sono stabilite le regole tecniche e le modalità di tenuta e consultazione del registro di cui al comma 2.

5. La Dichiarazione Anticipata di Trattamento, le copie degli stessi, le formalità, le certificazioni, e qualsiasi altro documento sia cartaceo sia elettronico ad essi connessi e da essi dipendenti non sono soggetti all’obbligo di registrazione e sono esenti dall’imposta di bollo e da qualunque altro tributo.


edit: Riporto una segnalazione di Federico, che ringrazio.

“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.

giovedì 12 febbraio 2009

Rileggere Darwin dopo 150 anni

Pubblicizzo un incontro che sarà gradito agli appassionati di scienza.

Data:
giovedì 12 febbraio 2009
Ora:
17.45 - 23.45
Luogo:
Teatro Colosseo
Indirizzo:
Via Madama Cristina 71 - 10125 TORINO (TO)
Telefono:
390118394913
E-mail:


Nell'ambito di Giovedìscienza incontro con Piergiorgio Odifreddi dell'Università di Torino.

Il 27 dicembre 1831 la nave Beagle salpò dall'Inghilterra con a bordo un passeggero d'eccezione, il giovane Charles Darwin, per un giro del mondo che durò cinque anni. In quel viaggio Darwin raccolse dati naturalistici di ogni genere, e tornato in patria si mise a esaminarli, arrivando, nel suo capolavoro, L'origine delle specie (1859), alla conclusione che le specie vegetali e animali non sono state create indipendentemente l'una dall'altra una volta per sempre, ma si sono evolute nel tempo...

Presenta Piero Bianucci.

E' possibile seguire la conferenza in diretta su Internet o anche vederla dopo qualche giorno dalla data di programmazione su http://www.giovediscienza.org

A cura dell'Associazione Centro-Scienza Onlus

giovedì 29 gennaio 2009

Cyborg scarabei

Techon ci segnala il lavoro dell'Università di Berkeley, presentato durante il MEMS 2009 a Sorrento, un lavoro che, oltre ad essere sconvolgente, ha anche un che di inquietante. Infatti l'università americana ha presentato un sistema per controllare i gli scarabei rinoceronte a distanza, applicando un dispositivo wireless sul dorso degli insetti. La prosecuzione a breve termine dell'esperimento prevede l'aggiunta di sensori come una videocamera, ma a lungo termine si può pensare di utilizzare i "sensori" già posseduti naturalmente dagli scarabei, costruendo dei veri e propri insetti cyborg radiocontrollati. La ricerca è finanziata dall'esercito americano, ma, si sa, sono loro che se lo possono permettere. Come al solito una tecnologia può essere utilizzata in molti modi, alcuni pacifici, altri meno. Resta il fatto che di fronte a queste cose chi vi scrive rimane inevitabilmente affascinato.

lunedì 19 gennaio 2009

Autocoscienza e paradossi logici, fritto misto di quantistica e logica in salsa goedeliana #2


immagine protetta da copyright
Avvertenza! Questo post può apparire noioso agli occhi di chi legge. Inoltre il rigore sarà sacrificato alla chiarezza dell'esposizione. Scrivo con il proponimento di presentare alcuni risultati fondamentali della fisica, della logica e della filosofia moderne e contemporanee, per giungere ad una speculazione sul problema della coscienza di sé e dei paradossi. Tirerò in ballo l'indeterminazione di Heisemberg, il secondo problema di Hilbert e lo straordinario risultato di Gödel, il paradosso di Cantor-Russell e la filosofia critica di Kant. Tutto ciò, insomma, che ha rivoluzionato la nostra maniera di intendere la conoscenza ed il mondo, al fine di riflettere sul problema della coscienza (autocoscienza), e dei paradossi logici.

Il post precedente mi è servito per questa coraggiosa assunzione, che mi tornerà utile in seguito:

Assumo che coscienza, autocoscienza e mondo siano la stessa cosa.

Utilizzerò dunque i significanti indifferentemente per indicare l'unico significato derivato dall'interpretazione di Copenaghen. Detto questo immergiamoci nel bel mondo dell'insiemistica, mondo che dobbiamo a Georg Ferdinand Ludwig Philipp Cantor, un tedesco nato in Russia e considerato il padre dell'insiemistica. Mi sarà utile richiamare uno dei principi che furono fondanti dell'insiemistica di Cantor, e che fu messo in crisi dal paradosso di Cantor (del quale il paradosso di Russel è un caso particolare, ma non starò a dimostrarlo). Il principio di cui parlo è un principio all'apparenza ragionevolissimo, e si chiama principio di astrazione, che detto in maniera matematica (metamatematica, ma sui metalinguaggi tornerò poi) suona:

x appartiene all'insieme dei P se e solo se x è un P

Per dirlo in parole povere, che però evidenziano la semantica del principio, si può tradurre nell'affermazione che:

ogni "riunione in un tutto" è un insieme [1]

Cioè a dire, ancora per essere più chiari, che si può fare un insieme di qualsiasi cosa. Questo principio sembra ragionevole, ma vedremo in seguito come sarà il responsabile del paradosso, e che bisognerà abbandonarlo. Aggiungo che mi saranno utili al discorso le nozioni potenza di un insieme, cardinalità di un insieme ed il teorema di Cantor. Andando con ordine, di un insieme qualsiasi A si può definire la sua potenza P(A) come l'insieme dei sottoinsiemi di A stesso. La nozione di cardinalità passa dalla nozione di equipotenza di due insiemi: essi sono equipotenti se è possibile porre in corrispondenza biunivoca i loro elementi. Ovvero, detto in maniera bovina, se hanno lo stesso numero di elementi. Una classe di insiemi equipotenti ha una cardinalità che è appunto il numero di elementi della classe di insiemi detta. A questo punto è anche intuitivo capire come gli insiemi si possano ordinare secondo le loro cardinalità e dire ad esempio che A>B se la cardinalità di A è maggiore di quella di B. Per essere chiari, sarebbe strano dire che un gregge di pecore è maggiore di uno di buoi, ma si può dire che la cardinalità del gregge di pecore (il numero delle pecore presenti nell'insieme gregge), è maggiore della cardinalità dell'insieme dei buoi. Infine il teorema di Cantor, tramite un procedimento piuttosto semplice che però non esplicito, dimostra che P(A)>A, ovvero che l'insieme potenza di A è di cardinalità maggiore dell'insieme A. A questo punto entra in gioco la verità, ovvero l'insieme "verum" V, definito come quell'insieme i cui elementi sono uguali a sé stessi, per esempio. Vale a dire, facendo un bel balzo nel "reale", l'insieme dell'esistente, il mondo, l'autocoscienza. L'insieme che contiene tutte le cose. Una specie di Dio (immanente? vedremo) dell'insiemistica. Il paradosso di Cantor diventa: P(V)>V (per il teorema di Cantor), ma nulla può avere cardinalità maggiore di V, essendo V per definizione l'insieme a cardinalità massima, "l'ultimo infinito". Di fronte a questo bel paradosso che scosse le fondamenta della matematica dei primi del novecento e le belle speranze di Russell e Frege, che volevano fondare l'aritmetica sull'insiemistica, e tramite questa, sulla logica, Cantor non si mostrò sorpreso, essendo consapevole che quando ci si trova di fronte a V, la ragione capitola. Per fortuna la rassegnazione di Cantor non fu condivisa da chi seguì. [to be continued...]

Autocoscienza e paradossi logici, fritto misto di quantistica e logica in salsa goedeliana #1


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Avvertenza! Questo post può apparire noioso agli occhi di chi legge. Inoltre il rigore sarà sacrificato alla chiarezza dell'esposizione. Scrivo con il proponimento di presentare alcuni risultati fondamentali della fisica, della logica e della filosofia moderne e contemporanee, per giungere ad una speculazione sul problema della coscienza di sé e dei paradossi. Tirerò in ballo l'indeterminazione di Heisemberg, il secondo problema di Hilbert e lo straordinario risultato di Gödel, il paradosso di Cantor-Russell e la filosofia critica di Kant. Tutto ciò, insomma, che ha rivoluzionato la nostra maniera di intendere la conoscenza ed il mondo, al fine di riflettere sul problema della coscienza (autocoscienza), e dei paradossi logici.

Cos'è ciò che ci caratterizza come individui, e che ci rende differenti prima di tutto dagli oggetti inanimati, in secondo luogo dalle piante e dagli animali, ed infine dagli altri individui della specie umana? La maggior parte delle religioni ha chiamato la risposta a questa domanda "anima". Qualche religione, non potendo accettare che l'individuo cessi di essere, che ciascuno di noi muoia, ha attribuito all'anima l'immortalità. Ma "anima" rimane una risposta vuota, detta in questa maniera, e così rimane vuota se ci si affida ai testi rivelati, che nella loro apoditticità rimangono incomprensibili ed inutili.

Ciò che in realtà ci porta a riflettere e ad utilizzare il concetto di anima è quella che in psicologia e nel linguaggio comune si chiama coscienza, ovvero la "consapevolezza che l'uomo ha di sé, e del mondo che lo circonda". Ciascuno di noi è in grado di distinguersi in maniera sensibile dal resto del mondo esterno.

Proseguendo oltre in queste spinose questioni, è necessario considerare alcuni dei risultati della fisica contemporanea, ed in particolare la rinuncia al principio di realtà dell'interpretazione di Copenaghen, assieme al principio di indeterminazione di Heisemberg. Nella fisica quantistica, la fisica che studia l'infinitamente piccolo, il principio di indeterminazione di Heisemberg stabilisce che "non è possibile conoscere simultaneamente la qualità e la posizione di un'onda con certezza", ed inoltre quantifica anche l'incertezza. Ora io ho detto principio, ma in realtà esso è dimostrabile a partire dai postulati (principi), dunque sarebbe più corretto riferirsi ad esso come ad un teorema. Sia come sia, poiché le onde (particelle) sono i costituenti ultimi (o penultimi se si vuole credere alla teoria delle stringhe) della materia (e antimateria), e poiché ciò che noi chiamiamo reale è l'insieme di ciò che esiste, ovvero materia e antimateria, detto in maniera "filosofica" e poco rigorosa, il principio afferma che la natura, l'oggetto della scienza, non è conoscibile in maniera completa con certezza. Le nostre percezioni della realtà sono viziate dal fatto di essere appunto delle percezioni, che, se nella maniera classica sono state viste come passive, in questo caso assumono il ruolo attivo di modificazioni della realtà fisica. Ovvero, ogni qualvolta noi vogliamo percepire (misurare, essere coscienti) qualcosa, noi interveniamo attivamente nella natura modificandola irrimediabilmente, cosicchè non potremo mai sapere come essa era prima del nostro intervento. Di fronte a questa scoperta, ci si può chiedere allora se ha senso o no interrogarsi sullo stato dell'onda (particella) prima dell'intervento (misurazione). Detto in maniera "umanistica", se ha senso chiedersi com'è la realtà senza di noi che la osserviamo. L'interpretazione di Copenaghen, dovuta allo stesso Heisemberg ed a Nils Bohr, conviene che questa sia una di quelle numerose domande che non hanno senso. Riassumendo la posizione della fisica quantistica riguardo la realtà, il reale non solo non è completamente conoscibile, ma non ha nemmeno senso chiedersi cos'è indipendentemente dall'uomo che lo osserva. L'albero dell'immagine posta all'inizio di questo intervento, che sembra stare lì pacifico e solitario, incurante di chi lo osserva, in realtà smette di esistere quando si smette di osservarlo. Tutto ciò pare assurdo, lontano dall'esperienza di realtà oggettiva che abbiamo tutti i giorni, ed è il frutto della rinuncia al principio di realtà che aveva caratterizzato lo studio scientifico fino ad allora (1927). Per chiarificare ancora meglio questo aspetto, e renderlo coerente e familiare all'esperienza di ciascuno di noi, consideriamo i contatori di visite web, dei quali avete un esempio in fondo a questa pagina web. Ve ne sono alcuni che dichiarano il numero di visitatori online in quel momento. Escludendo la possibilità di malfunzionamenti, ovvero mettendoci nella posizione ideale che il contatore dirà sempre il vero, ha senso chiedersi se esista un contatore del genere che dichiari: "0 visitatori online". Secondo l'interpretazione di Copenaghen è insensato, e così appare anche al nostro buonsenso appunto. Poiché è inosservabile un contatore del genere, visto che se lo osservassimo saremmo visitatori online, e quindi direbbe il falso, cosa esclusa dall'assenza di malfunzionamenti, esso a tutti gli effetti non esiste. Dunque la fisica parrebbe ricondurre il reale alla coscienza, a congiungere quella che è la coscienza di sé con quella che è la coscienza del mondo esterno, che non è altro che un'estensione del sé attraverso la percezione (misurazione). Nulla di nuovo sotto il sole, visto che questo risultato fisico ci ricorda molto da vicino la rivoluzione copernicana di Kant, e le posizioni successive assunte dagli idealisti. Per dirla con Kant dunque, secondo Bohr ed Heisemberg, non ha senso interrogarsi sulla "cosa in sé". Precisando ulteriormente, la cosa in sé può anche essere, se pure abbia senso dire che é, ma non esiste, ovvero non è per noi. [to be continued...]

domenica 4 gennaio 2009

Gemme di evoluzione: 15 motivi per "credere" a Darwin

Una pubblicazione su Nature di Gee, Howlett & Campbell ci riporta un attimo alla realtà delle cose:
//la traduzione italiana segue //

Most biologists take for granted the idea that all life evolved by natural selection over billions of years. They get on with researching and teaching in disciplines that rest squarely on that foundation, secure in the knowledge that natural selection is a fact, in the same way that the Earth orbits the Sun is a fact. Given that the concepts and realities of Darwinian evolution are still challenged, albeit rarely by biologists, a succinct briefing on why evolution by natural selection is an empirically validated principle is useful for people to have to hand. We offer here 15 examples published by Nature over the past decade or so to illustrate the breadth, depth and power of evolutionary thinking. We are happy to offer this resource freely and encourage its free dissemination.

La maggior parte dei biologi prende per garantita l'idea che tutte le forme di vita si siano evolute attraverso miliardi di anni. Questi vanno avanti ricercando ed insegnando in discipline che si basano direttamente su questo assunto, certe della nozione di selezione naturale come fattuale, nella stessa maniera dell'orbita della Terra attorno al Sole. Visto che però i concetti e le realtà dell'evoluzione darwiniana sono ancora messe in dubbio, benché raramente dai biologi, un riassunto sintetico sul perché l'evoluzione basata sulla selezione naturale è un principio empiricamente validato è utile da avere sottomano. Qui offriamo 15 esempi pubblicati da Nature durante gli ultimi dieci anni circa, per illustrare l'ampiezza, la profondità e il potere del pensiero evoluzionista. Siamo felici di fornire questa risorsa in maniera gratuita ed incoraggiamo la sua diffusione. ... [L'articolo completo (in inglese) ]

venerdì 17 ottobre 2008

Etica e Scienza

E' notizia di ieri 16 ottobre. Repubblica titola: "Scienza spesso arrogante guidata da facili guadagni".
Oltre che dire: "da che pulpito viene la predica" aggiungerò qualcosa.
Il fatto che la scienza non sia un contenitore di etica, secondo il signor. Ratzinger, dunque equivale a dire che gli scienziati operano in maniera immorale e che in senso generale non vi sarebbe un’etica nel loro operato? C’è la filosofia per questo, appositamente elaborata dall’ingegno umano, e che nella sua stessa denominazione professa amore per la scienza. Negli scritti dei filosofi ciascuno può formare la sua morale e giungere a costruire un’etica di certo migliore per premesse, principî, e risultati di quella che costruirono alcuni oscuri signori secoli orsono chiamandola “parola di Dio”.